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PENSARE il POTERE. AGIRE per la COMUNANZA EDUCATIVA

Non c’è possibile discussione sulla cultura e sull’educazione senza riflessione sul potere. Non c’è azione culturale che non sia anche azione politica. Per ragionare su questi temi l’associazione C’è speranza se accade @ – Rete di Cooperazione Educativa aveva promsso ad Assisi (27/28 giugno 2020) un seminario. A causa della pandemia il seminario è stato annullato: ringraziando Stefano Boni e Valeria Pinto per la grande disponibilità dimostrata, cercheremo di organizzare con loro degli appuntamenti in Zoom.

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C’è un passo folgorante del mai troppo conosciuto e purtroppo spesso ignorato Luca Rastello1.

«Ivan Illich chiamò “lavoro-ombra” la mole di energia che individui, gruppi e società impiegano per rendersi accettabile l’inaccettabile. (…) Se in qualche epoca la parola “Cultura” poteva essere usata per indicare processi di produzione di cittadinanza e vigilanza sui meccanismi di convivenza, oggi per certo essa è venduta come un feticcio, un oggetto da afferrare. Subito. In tanti. E da consumare. Cultura sono i gialli, i concerti, l’happy hour e la suoneria del cellulare. Non l’accesso alla formazione superiore, invece, che può ancora tranquillamente farsi sempre più elitario, e rimanere appannaggio dei ceti dominanti. Semplice: quella non è cultura. È potere, quindi niente democratizzazione.

In fin dei conti anche “Cultura” è parola di cui conviene diffidare, un idolo all’ombra del quale i valori praticati sono sostituiti dalla loro immagine, dalla loro narrazione, grazie a quel lavoro-ombra che favorisce l’identificazione del modello dominante e l’illusione di condividerne in qualche modo lo “stile di vita”: non posso mandare mia figlia all’università, ma almeno nessuno le negherà un bel festival sulle discipline che avrebbe dovuto studiare»2.

Non c’è possibile discussione sulla cultura e sull’educazione senza riflessione sul potere, sui suoi meccanismi e sulle sue dinamiche, sulla pervasività che lo fa agire, in modo dichiarato o surretizio, in ogni umano consorzio. Non c’è azione culturale che non sia anche azione politica.

Per riflettere e discutere su questo l’associazione C’è speranza se accade @ – Rete di Cooperazione Educativa organizza il suo Primo seminario di formazione che si terrà sabato 27 e domenica 28 giugno 2020 ad Assisi col titolo “PENSARE il POTERE. AGIRE per la COMUNANZA EDUCATIVA”.

Il seminario – che sarà ospitato nelle strutture della Cittadella – Pro Civitate Christiana – ha in programma gli interventi di: Stefano Boni, docente di Antropologia culturale e Antropologia politica dell’Università di Modena/Reggio Emilia (autore per Eleuthera di Vivere senza padroni. Antropologia della sovversione quotidiana e di Cultura e potere. Un approccio antropologico) che ci parlerà del “Potere nei gruppi autorganizzati” e Valeria Pinto, docente di Filosofia teoretica all’Università “Federico II” di Napoli (autrice di Valutare e punire. Per una critica della cultura della valutazione, Cronopio) che ci parlerà invece di “Il potere in ambito educativo”.

Il seminario è gratuito per i soci di Rce in regola con il versamento della quota 2020 (10 euro) e riservato a un numero massimo di cinquanta persone. Per informazioni e iscrizioni: sequestoaccade@gmail.com

Stefano Boni
Valeria Pinto

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1 Luca Rastello (nato a Torino il 9 luglio 1961 e morto il 6 luglio 2015) è stato un importante scrittore e giornalista. Ha lavorato per Diario, è stato direttore di Narcomafie e poi collaboratore di La Repubblica. Ha scritto saggi (ad es.: La guerra in casa, Einaudi, 1998; Binario morto, Chiarelettere, 2012, una delle più complete e informate inchieste sul TAV Torino-Lione) e romanzi (Piove all’insù, Bollati Boringhieri, 2006; I buoni, Chiarelettere, 2014)

2 In: Democrazia: cosa può fare uno scrittore? (con Antonio Pascale), Codice Edizioni, 2011.