Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Foto del profilo di Giovanna Giovanna 5 mesi fa.

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  • #1153
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    sonia costa
    Partecipante

    Negrar ha avuto il grande onore di ospitare la mostra di Gianfranco Zavalloni, io a mia volta la fortuna di visitarla come genitore e come ‘aiuto-guida’ alla mostra stessa. La testimonianza parziale che posso raccontare è di immagini più che di parole.
    – Lo stupore infantile di fronte ai giochi proposti, la voglia di toccare e provare, le mani paffute di un tato che si immergono più volte nella sabbia lasciandola scorrere tra le dita.
    – L’incanto del pennino intinto nell’inchiostro capace di evocare quasi una magia, una bambina che con lo stesso inchiostro riproduce uno dei disegni di Gianfranco osservati sulle meravigliose stampe di Pascucci.
    – L’avvicinamento a volte timoroso a volte imbarazzato a volte spavaldo per dare una notizia attraverso il teatrino; il fascino misterioso evocato dalle marionette.

    – Il gioco delle biglie che ha scatenato l’entusiasmo di tutti e ha visto mettere in atto strategie collaborando vicendevolmente. Tutto questo nonostante la fortuna di vivere a Negrar dove ci sono ancora bambini che salgono sugli alberi e nonni contadini che li coinvolgono nella cura dell’orto. Un mio pensiero personale e scaturito dalla soggettività della mia esperienza all’interno della mostra: sarebbe stata molto utile a noi genitori che imponiamo la nostra fretta ai figli. Avremmo dovuto noi sederci per terra, noi porci dietro un teatrino, noi immergerci nell’atmosfera ricreata per respirare i diritti naturali dei bambini. Ma dei semi sono stati gettati. C’è chi è ha comprato il pennino e la china, chi ha cercato canne di bambù, chi ha chiesto al papà di costruire insieme alcuni giochi. C’è stato anche qualche bambino che voleva tornare alla mostra un’ulteriore volta, oltre a quella vissuta con le maestre. E queste ultime dobbiamo ringraziare per aver accompagnato i nostri figli in un luogo e in un tempo magici quando noi non siamo riusciti a farlo.

    P.s. Giovedi sera, 20 ottobre, sull’ingresso della scuola ospitante il Convegno e la mostra, una minuscola lumaca procedeva lenta su un foglio, non uno qualsiasi; sopra vi erano stampati i diritti naturali del bambino. Mi era parsa un’immagine così grande nella sua piccolezza, così pregnante di significato, che ho scattato una foto. Il resto lo conoscete.

    Sonia Costa, mamma di Associazione Genitori Negrar.

    #1154
    Foto del profilo di Giovanna
    Giovanna
    Moderatore

    Che belle parole Sonia!Grazie per la tua preziosissima collaborazione!
    immagino la lumachina che hai scattato come gli occhi di Gianfranco scesi a controllare che ci fosse abbastanza lentezza per vivere meglio questa mostra e questo tempo di Negrar.
    Ho visto poi con i miei occhi la gioia e la sorpresa dei bambini nello scoprire giochi nuovi o forse vecchi ma fatti in maniera diversa e dove potevano sperimentare…momenti importanti anche per un’educatrice come me,momenti in cui riacquistare lo sguardo di meraviglia dei piccoli…e momenti in cui la voglia di mettersi in gioco e provare sarebbe stata tanta!

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