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“Bike sharing”.  Stanza 4. Gioco

 

Bike sharing (1)Titolo della proposta: “Bike sharing”  Stanza 4 Gioco

Nome dei relatori:

Fabiana Brunetti, Marilena Giuliacci, Claudio Montrone, Mauro Turrisi.

Contatto dei relatori per eventuali richieste/precisazioni/passaggio di esperienze:

segreteria@cemeataranto.it

Obiettivo/finalità formative proposte nella propria Stanza:

Il laboratorio proposto è stato progettato, a partire dal titolo, per riflettere sul potere e le potenzialità della condivisione delle competenze (sharing) e delle conoscenze del singolo all’interno del gruppo di apprendimento, sia questo formale o informale. La consapevolezza di essere portatori di competenze seppur differenti rende il gruppo potenzialmente in grado di amplificare le possibilità che tutti abbiano spazi di crescita individuali.

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Modalità:

Il gruppo composto da 14 persone ha partecipato a due delle tre attività previste. I tempi di lavoro non hanno permesso di proporre tutte le attività previste da programma. Nel primo laboratorio sono stati realizzati con la carta due diversi oggetti. I due gruppi hanno potuto vivere due esperienza differenti che hanno poi condiviso nella seconda parte del laboratorio. “Mo ti pesco” è un’attività in cui i due gruppi vengono condotti attraverso due diversi percorsi: uno narrativo, di racconto di storie e di esperienza personali, che realizza delle barchette di carta e l’altro con un lavoro più percettivo e di scoperta dei materiali, che realizza delle canne da pesca; canne da pesca e barchette, opportunamente realizzate saranno i due differenti oggetti di carta che il gruppo metterà a disposizione per poter giocare insieme. Ad ognuno dei partecipanti viene richiesto di realizzare due oggetti. Solo in un secondo tempo quando si gioca tutti insieme si riflette sul fatto che l’aver costruito due oggetti permetterà di poter condividere lo stesso gioco. Vengono condivise le diverse esperienze fatte, le sensazioni ed i vissuti in uno spazio di messa a disposizione dell’altro tanto l’esperienza pratica quanto quella emotiva.

“Me le gioco” è invece un’esperienza di costruzione di un gioco di narrazione in cui i partecipanti mettono a disposizione della propria squadra le loro competenze per risolvere superare delle prove e quindi vincere il gioco. I momenti in cui è diviso il laboratorio prevedono un momento più introspettivo la cui consegna porta i partecipanti a riflettere su quali siano le loro competente da poter mettere a disposizione del gruppo. Ed un secondo momento in cui si sviluppa il gioco una volta suddivisi in squadre.

I materiali utilizzati sono in parte già strutturati (in questo caso) ma potrebbero, avendo più tempo a disposizione, essere interamente realizzati durante il laboratorio.

Le due squadre “pescano” da un mazzo di carte lo scenario in cui dovranno far superare delle prove ai loro avversari. Le prove potranno essere superate utilizzando le “competenze” dei diversi giocatori. Le competenze di ogni giocatore saranno 6 ma sarà un dado, lanciato prima di prendere la carta scenario a determinare quante carte possono essere usate in ogni turno di gioco. L’esperienza così immaginata ha la finalità di aiutare a riflettere sulle competenze di ognuno, sulle specifiche caratteristiche, sulle similitudini e le peculiarità che caratterizzano gli individui. Da dove originano e come poterle spendere, sia in una situazione immaginata ed immaginaria che nella realtà.

Come l’esperienza può contribuire al percorso didattico e come può essere riproposta ai bambini nell’ambito scolastico.

Entrambi i laboratori sono pensati per essere delle attività da realizzare con i bambini ed i ragazzi. Le modalità di proposta ovviamente andranno a produrre differenti e possibili percorsi di approfondimento.

Il lavoro è pensato per dare al gruppo la possibilità di percepirsi come risorsa, nelle differenze individuali e nelle molteplicità, la carta vincente è l’aspetto inclusivo della proposta, la co-costruzione degli scenari di gioco e di apprendimento.

Queste tipologie di attività hanno spazio sia nella programmazione curricolare che negli momenti di ricreazione e di defaticamento.

Concentrazione, riflessione su di sé, lavoro individuale ed in piccolo e grande gruppo. L’uso di materiali, tecniche, strumenti, di un pensiero ecologico (il materiale del primo laboratorio è di riciclo). La possibilità di contribuire all’obiettivo comune sono i nuclei attorno a cui di sviluppano le proposte.

Come può implementare altre esperienze/approfondimenti e quali.

Entrambe le proposte possono essere spunto per molteplici approfondimenti. Di seguito alcuni possibili esempi.

Rispetto al primo laboratorio:

  • contenuti narrativi (la storia/le storie della barchetta, il viaggio, le possibili mete);
  • contenuti espressivi (la decorazione, la rappresentazione, l’up-grade: da barchetta a veliero);
  • contenuti didattici (ad esempio forme ed elementi di geometria piana)
  • aspetti relazionali (la cooperazione, la condivisione di materiali e step di lavoro, il tutoring).

Rispetto al secondo laboratorio:

  • riflessione su di sé, sulle proprie competenze e metacompetenze;
  • problem-solving rispetto ai contesti ed agli scenari, lavoro di gruppo;
  • competenze strategiche, gestione delle conflittualità;
  • approfondimenti didattici rispetto alla costruzione degli scenari (geografia, scienze, tecnologia, immagine).