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ACCOGLIENZA: una “squola” che sia anche casa. Stanza 16. Accoglienza.

Titolo della proposta:

“ACCOGLIENZA: una ‘squola’ che sia anche casa.”

Relatori:

Rosalina Ammaturo, Gianpaolo Petrucci, Licia Positò

Contatti per eventuali richieste/precisazioni/passaggio di esperienze:

www.gruppoeduchiamociallapace.it; Facebook: GEP Gruppo Educhiamoci alla Pace;
Facebook: Scuola Penny Wirton Bari; e-mail : gep1992@libero.it;
Obiettivo/finalità formative proposte nella propria stanza:
Creare ponti fra culture differenti, relazioni significative tra persone, costruire veri momenti di
accoglienza con i ‘pacifici migranti’. Partire dalla ‘squola’ , dove la Q , cerchio con ponte, è
metafora dell’esperienza di incontro che stiamo costruendo, perché l’insegnamento della lingua
italiana ai migranti facilita una nuova cultura che nasce dalla pratica di uno sguardo nuovo.

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Modalità
Il laboratorio è stata occasione per sperimentare obiettivi e finalità propri della proposta formativa.
L’attività si è articolata in diversi momenti e i partecipanti (dodici) tra cui due ospiti del CARA di
Bari , originari rispettivamente della Guinea Conakry e dell’Eritrea, hanno vissuto momenti in cui
sono stati chiamati a mettersi in gioco attivandosi dal punto di vista fisico, sensoriale ed emotivo.
Punto di partenza è stata l’osservazione dell’ambiente nel quale individuare elementi familiari o
estranei al proprio sguardo quotidiano; utilizzando la modalità dello scambio in coppia è stata
analizzata la percezione dello sguardo degli altri su ciascuno di noi; si è passati successivamente a
rintracciare e raccontare in coppia, situazioni vissute in cui ci si è sentiti ’fuori luogo’; poi, con lo
‘scomodarsi’ per cambiare posto nel cerchio, è stato sollecitato il recupero di esperienze individuali
di incontro che hanno alimentato fiducia a partire dallo sguardo, facendo uscire da situazioni di
estraneità.
La modalità di lavoro adottata, pur in tempi contenuti, ha favorito tra i partecipanti lo scambio
narrativo e l’ascolto reciproco sfociati nella scrittura individuale di parole chiave e/o pensieri
rappresentativi di una ‘Squola’ che sia ‘Casa’ per tutti i protagonisti: studenti e insegnanti volontari.
Il laboratorio ha visto tutti interagire in modo intenso e fortemente partecipato, in un contesto
arricchito dalla presenza attiva dei due ospiti africani.
La fase laboratoriale è stata preceduta dalla presentazione del Gruppo Educhiamoci alla Pace e del
suo impegno nella ‘Squola’ Penny Wirton – Bari, avviata un anno fa d’intesa con l’associazione
“Convochiamoci per Bari”. La ‘Squola’ è nata dall’adesione delle due associazioni all’esperienza
avviata a Roma, dieci anni fa, e diffusasi progressivamente in molte regioni. I principi a cui questa
esperienza si richiama si ispirano alla pedagogia di don L. Milani e quindi all’attenzione per gli
ultimi e al loro diritto alla PAROLA, necessaria per esercitare la cittadinanza e vivere secondo
giustizia e dignità. Per questo la ‘ Squola’ ha scelto di prendersi cura dei migranti seguendo le linee
della Carta d’intenti che, adottata da tutte le Penny Wirton in Italia, definisce le caratteristiche di
una scuola informale, senza classi, senza voti e registri, ‘a tu per tu’. Un’ esperienza così costruita,
non può che basarsi su accoglienza continua, flessibilità organizzativa, qualità della relazione tra
insegnanti volontari e di ciascuno di loro con gli studenti. Questi aspetti imprescindibili costituiscono il fondamento del clima di lavoro che intende costruire un luogo di apprendimento che privilegi il benessere individuale e collettivo all’interno di relazioni di fiducia e di rispetto reciproci.
Questi aspetti e le esperienze già realizzate nel primo anno di vita della ‘Squola’ sono state
presentate utilizzando un Power Point ed un video, che hanno fatto seguito alla fase laboratoriale.

 

Come l’esperienza può contribuire al percorso didattico e come può essere riproposta ai bambini nell’ambito scolastico.

L’esperienza come insegnante volontario della Penny Wirton offre, al docente in servizio nella
scuola pubblica, l’occasione per guardare con occhi diversi la propria professione arricchendola del
valore aggiunto che è dato dal clima relazionale che si viene a creare quando ci si sente attesi,
ascoltati nei propri bisogni, presi in carico. Succede allora che si apprenda con il sorriso sulle
labbra, che gli studenti siano concentrati nonostante le condizioni logistiche precarie e che i
volontari apprendano, a loro volta, in una proficua relazione di scambio. Molte Penny Wirton si
aprono poi all’alternanza scuola-lavoro, occasione per i giovani non solo per conoscere il terzo
settore e le possibilità professionali ad esso connesse, ma anche per uno scambio culturale e
valoriale particolarmente proficuo.

Come può implementare altre esperienze/ approfondimenti e quali

La positività dell’esperienza ha fatto si che siano ormai più di trenta le Penny Wirton presenti sul
territorio nazionale, in rete tra loro per un proficuo scambio sotto lo sguardo vigile di Eraldo
Affinati e sua moglie Anna Luce Lenzi. La ‘ Squola’ si pone come palestra dove adulti e ragazzi,
provenienti da diversi contesti professionali, si allenano al superamento di pregiudizi e stereotipi
culturali.
Costruire ponti e abbattere muri è la maggiore urgenza della nostra società oggi. Tale urgenza
risulta ogni giorno più evidente, nonostante l’aggressività delle tesi opposte che rappresentano
come misure salvifiche i respingimenti e le barriere culturali e/o religiose . L’ esperienza Penny
Wirton costituisce una risposta proprio in tal senso, perchè può contaminare la Scuola formale
mediante la collaborazione con i CPIA , dove gli studenti possono passare, successivamente alla
fase di alfabetizzazione, per acquisire i titoli di studio . Parimenti il modello Penny Wirton può
migliorare la qualità relazionale nei CARA, attraverso lo scambio e la collaborazione con i
mediatori culturali, che fungono da ponti nell’ intercettazione di esperienze  proficue da poter
proporre ai migranti .