Skip to main content

A Ri-creazione di parole. Scoprirsi poeti, narratori, acrobati delle parole, per educarsi ed educare all’utopia. Stanza 2 Poesia

Titolo della proposta:

A Ri-creazione di parole. Scoprirsi poeti, narratori, acrobati delle parole, per educarsi ed educare all’utopia.

Nome del relatore:

Andrea Mori

IMG_20171021_183815 (1)

Contatto del relatore per eventuali richieste/precisazioni/passaggio di esperienze:

 a.mori@progettocitta.org

Obiettivo/finalità formative proposte nella propria Stanza:

  • Ampliare e far sperimentare ai partecipanti creativamente, in forma divertente e divergente le proprie competenze linguistiche ed espressive;
  • Proporre una varietà di spunti poetico-letterari stimolanti, tracce metodologiche e tecniche di scrittura creativa utili per elaborare, attivare e realizzare attività/progetti/proposte ludico-educative e didattiche con adulti, bambini/e e ragazzi/e;

Modalità:

La traccia tematica proposta nella Stanza, seguita da circa 30 corsisti (in prevalenza donne) si è articolata secondo uno schema basato sulla sperimentazione individuale e collettiva a partire da semplici inneschi creativi letterari e poetici tratti dalle opere di autori italiani e stranieri che nelle loro epoche hanno introdotto forme linguistiche e narrative innovative e originali: Queneau, Perec, Calvino, Prevert, Rodari, Benni, Tognolini, Piumini. Il laboratorio, che si è diviso in due tempi di lavoro intervallati da una breve pausa, ha visto nella prima parte un’introduzione da parte del conduttore, che si è brevemente presentato, un breve giro di conoscenza dei partecipanti, l’esplicitazione delle finalità e delle modalità dell’attività e la citazione di alcuni aforismi sulla poesia e i poeti.

Prima di dare il via al lavoro di creazione poetica, il conduttore ha chiesto ad ognuno dei partecipanti di scrivere utilizzando al massimo 20 parole, su un post-it, la propria personale utopia da tenere per il momento sconosciuta agli altri.

Dopo ciò dalla frase: “La poesia è andare a capo”, è poi partito il vero e proprio laboratorio con la realizzazione di rime con l’utilizzo dei nomi e dei cognomi, l’invenzione di nuove parole metasemantiche introducendo o eliminando liberamente vocali e consonanti e attribuendo loro significati originali.

2018-01-14 16-35_pagina_2

Gli esercizi di scrittura poetica creativa hanno previsto, ancora, la sperimentazione da parte del gruppo – a partire da alcuni esempi originali proposti dal conduttore – di poesie “a ricalco” sulla struttura metrica di poesie note, di testi monovocalici o tautogrammatici secondo le regole dell’Ouvroir de Littérature Potentielle (OuLiPo) e di “poesie inventario” (da Prevert). Le produzioni di ogni gioco-esercizio sono state di volta in volta liberamente lette pubblicamente dai partecipanti e commentate collettivamente.

L’ultima parte del laboratorio è stata dedicata alla scrittura da parte di ciascuno dei partecipanti di una sestina (sul metro ABABBB o ABABCC) in cui era richiesto come elemento d’obbligo di inserire l’utopia personale richiesta all’inizio e di chiudere con la frase: “…una risata ci educherà!”.

L’insieme delle sestine è stato poi oggetto di una lettura in assemblea da parte del conduttore quale esempio dell’attività svolta nella Stanza.

Nel corso del laboratorio sono stati poi fornite da parte del conduttore indicazioni bibliografiche e, a richiesta, specifici testi e spunti per sperimentare gli esercizi all’interno di vari contesti (scolastici e non).

Come l’esperienza può contribuire al percorso didattico e come può essere riproposta ai bambini nell’ambito scolastico:

Giocare con le parole, in un’epoca in cui sono sottoposte da forme tecnologiche di comunicazione sempre più estreme a una continua operazione di mutazione, anglicizzazione, reinvenzione e pronunciate con cambiamenti arditi di ritmi e accenti, è uno straordinario esercizio didattico che parte innanzitutto dalla necessità di un processo di arricchimento lessicale.

Più parole conosco più possibilità ho di combinarle tra di loro, più competenza di dare ad esse significati intenzionali ed efficaci nella comunicazione sociale, più chance di usarle in forme nuove e originali per dare diverse letture delle cose, dei sentimenti, del mondo.

La grande lezione di Rodari e Calvino sull’arte della scrittura fantastica diventa così un trampolino per provare a ripercorrere creativamente nelle scuole anche altre strade; l’incontro-scontro tra le parole, svincolate da un utilizzo solo funzionale, ha modo ogni volta di prendere forme diverse e di arricchire l’immaginario di bambini/e e insegnanti.

Come può implementare altre esperienze/approfondimenti e quali:

L’attività creativa e ludica delle parole si coniuga naturalmente con tutte quelle esperienze legate ai linguaggi e alle tecniche espressive che in ogni contesto didattico e in ogni buon processo di apprendimento e formazione dovrebbero avere cittadinanza: teatrali, grafico-platiche, sonoro-musicali, in quanto capaci di fornire materiale per un loro utilizzo artistico e creativo. Sono le parole che si trasformano in calligrammi, pittogrammi, poesie grafiche (come ad es. nel caviardage), che danzano e fanno danzare pronunciate con ritmi e accenti diversi o accompagnate da suoni e musiche, che emozionano in quanto capaci di ri-narrare in forme nuove e sorprendenti (partendo da altre soggettività) storie conosciute o di inventarle e declinarle con sfumature, varianti e contaminazioni. Parole che meticciandosi e reinventandosi diventano di tutti e tutte e permettono di costruire culture condivise e coniugare verbi alla prima persona plurale.